Quantificare il lusso attraverso i disiecta membra. La villa romana di Aiano (San Gimignano, Siena, Italia): l’ombra di un sogno.
DOI :
https://doi.org/10.33115/a/29385296/3_01Mots-clés :
Villa tardoantica, Produzione di vino, Glass sectilia, Glass beads, Luxury, TuscanyRésumé
La villa di Aiano, tra il IV e la metà del V sec. d.C., conserva monumentali e sofisticate formule architettonico-planimetriche, le sole evidenze archeologiche non residuali di una fase residenziale di prestigio, completamente metabolizzata nell’alto-medioevo dalla trasformazione funzionale del sito in cava di materiali e complesso di officine artigianali. Al di là dell’impianto della villa, la ricomposizione lenta e complessa di quanto sopravvissuto al naufragio degli apparati decorativi sta mostrando la ricchezza e la ricercatezza nella scelta dei materiali: commessi marmorei per i pavimenti; pitture parietali imitanti l’opus sectile, mosaici in tessere lapidee ed in pasta vitrea opaca e ialina a foglia d’oro; a ciò si aggiungano tracce di applicazioni architettoniche in stucco e ancora sectilia in pasta vitrea a soggetto ittico riconducibili, per stile e tecnica d’esecuzione, a maestranze alessandrine. Perle e pendenti anch’essi prova di ricchezza e originalità. La ricomposizione dell’insieme di questi dati, provenienti da frammentati ma indicativi disiecta membra, conferisce alla villa di Aiano un ruolo di sito di altissimo prestigio non solo regionale ma per l’Italia tirrenica in generale, forse portato locale di diretti contatti con Roma. In effetti, l’ampio impiego di sectilia in pasta vitrea (oltre 2000 i frammenti riesumati, repertoriati e restaurati al 2023) prodotti provinciali di lusso, importati preconfezionati e allestiti in situ, mostra la vitalità e gli standard cultural-economici di cui questo settore della Toscana interna poteva e sapeva ancora godere tra IV e V sec. d.C.
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